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I legamenti del ginocchio si rigenerano? Stiramento, lesione e rottura: come capire cosa è successo
Non tutti i legamenti guariscono allo stesso modo: cosa cambia tra stiramento, lesione parziale e rottura, e quando la visita non può aspettare.
Una distorsione giocando a calcetto, una caduta sugli sci, un gradino preso male. Il ginocchio si gonfia nel giro di poche ore, fa male, e arriva la domanda che mi sento fare più spesso in ambulatorio: «Dottore, passa da solo o devo operarmi?».
La risposta onesta è: dipende. Dipende da quale legamento è coinvolto e da quanto è lesionato. In questo articolo spiego cosa cambia da un legamento all’altro, quali segnali può riconoscere da solo chi ha subito il trauma, cosa fare nei primi giorni e quando è il momento di farsi vedere.
Cosa fanno i legamenti del ginocchio (e perché sono quattro)
I legamenti sono formazioni di tessuto collagene, cellule fibroblastiche e fibre elastiche e guidano i movimenti dell’articolazione. Nel ginocchio sono quattro.
Due stanno all’esterno: il collaterale mediale, sul lato interno del ginocchio, e il collaterale laterale, sul lato esterno. Due stanno al centro e si incrociano dentro l’articolazione: il crociato anteriore e il crociato posteriore.
I collaterali resistono alle sollecitazioni laterali; i crociati controllano lo scorrimento della tibia in avanti e indietro e la rotazione. Per approfondire cause, sintomi e diagnosi, la pagina dedicata alle lesioni dei legamenti del ginocchio ne parla in modo completo. Qui mi concentro su una domanda sola: guariscono da soli?
I legamenti si rigenerano? Dipende da quale legamento
La parola «rigenerare», in senso stretto, non è quella giusta: un legamento lesionato non ricresce identico a com’era. Può però cicatrizzare, cioè riparare la lesione con tessuto fibroso che, se le condizioni sono favorevoli, recupera una buona parte della funzione. E le condizioni cambiano molto da un legamento all’altro.
I collaterali: perché spesso cicatrizzano
I collaterali stanno fuori dall’articolazione, immersi nei tessuti molli, e ricevono un buon apporto di sangue. È questo che permette loro di cicatrizzare. Per questo uno stiramento o una lesione parziale del collaterale mediale, in molti casi, si tratta senza intervento: un periodo di scarico, eventualmente un tutore, e poi la fisioterapia per recuperare movimento e forza.
Anche alcune lesioni complete del collaterale mediale possono evolvere favorevolmente con un trattamento conservativo ben condotto. Ma questa è una valutazione che va fatta caso per caso, dopo aver verificato che non ci siano altre strutture coinvolte.
Il crociato anteriore: perché non guarisce da solo
Il LCA ha una irrorazione sanguigna di tipo terminale, cioè un’ unica arteria che scorre all’interno del legamento e fornisce il “nutrimento” (cellule fattori di crescita) necessario alla riparazione
Se la lesione è completa, l’arteria viene interrotta completamente e le 2 parti del legamento non possono riparare in alcun modo. È il motivo per cui una rottura completa del crociato anteriore non guarisce spontaneamente. Quando serve recuperare la stabilità del ginocchio, la strada è la ricostruzione dei legamenti del ginocchio, che non ripara il legamento rotto ma lo sostituisce con un nuovo tessuto tendineo.
Diverso è il caso della lesione parziale, in cui una parte delle fibre resta continua. Qui la decisione dipende da quanto il ginocchio è rimasto stabile, dall’età e dall’attività della persona: non esiste una regola valida per tutti.

Stiramento, lesione parziale o rottura: i segnali che li distinguono
Solo la visita e, quando serve, la risonanza dicono con certezza cosa è successo. Ma alcune cose chi ha subito il trauma le sa già, e a me sono molto utili quando me le racconta.
- Il rumore. Un «crack» o uno schiocco avvertito nel momento della distorsione orienta verso una lesione importante, spesso del crociato.
- Il gonfiore, e quanto in fretta arriva. Un ginocchio che si gonfia molto nel giro di una o due ore suggerisce un sanguinamento dentro l’articolazione, tipico della rottura del crociato anteriore. Un gonfiore più lento, che compare il giorno dopo, è più spesso legato a una contusione o a una lesione del menisco.
- Il cedimento. La sensazione che il ginocchio «vada via», che non regga, soprattutto cambiando direzione o scendendo le scale, è il segno dell’instabilità.
- Il dolore sul lato. Un dolore preciso sul lato interno o esterno del ginocchio, che aumenta forzando lateralmente, orienta verso i collaterali.
Messi insieme, questi segnali raccontano già molto. Uno stiramento dà in genere dolore e un po’ di gonfiore, ma il ginocchio resta stabile. Una lesione parziale aggiunge un gonfiore più evidente e una limitazione del movimento. Una rottura completa si accompagna spesso a tutti e quattro i segnali, con l’instabilità in primo piano.
«Ho camminato, quindi non è rotto»: perché non è così
È una delle convinzioni più diffuse, e una delle più fuorvianti. Riuscire a camminare non esclude una rottura, nemmeno del crociato anteriore. Passata la fase acuta, molte persone con il crociato rotto camminano senza grandi difficoltà su un terreno piano: i muscoli compensano e il dolore si attenua.
Il problema si presenta quando il ginocchio deve fare qualcosa di più – cambiare direzione, ruotare, frenare di colpo – e cede. Camminare, quindi, è un’informazione utile, non una prova che sia tutto a posto.
Cosa fare nei primi giorni dopo una distorsione (e cosa evitare)
Nelle prime 48 ore l’obiettivo è contenere gonfiore e dolore, e non peggiorare la situazione.
- Tenere il ginocchio a riposo, riducendo il carico e usando le stampelle se l’appoggio fa male
- Applicare ghiaccio a intervalli, mai a contatto diretto con la pelle
- Tenere la gamba sollevata quando si è seduti o sdraiati.
Cosa è meglio evitare:
- riprendere l’attività sportiva «per vedere se regge»
- massaggi energici o manipolazioni su un ginocchio gonfio
- prendere antinfiammatori per giorni senza un’indicazione medica: attenuano i sintomi, ma non risolvono il problema e possono ritardare la diagnosi.
Nulla di tutto questo sostituisce la valutazione dello specialista. Serve ad arrivarci nelle condizioni migliori.
Quanto tempo ci vuole
Le domande sui tempi sono le più frequenti, e le più difficili a cui rispondere in generale, perché dipendono dal legamento, dalla gravità, dall’età e da cosa la persona vuole tornare a fare.
Come ordine di grandezza:
- stiramento di un collaterale: alcune settimane per tornare alle attività quotidiane
- lesione parziale trattata in modo conservativo: da uno a due mesi, con la fisioterapia
- rottura del crociato anteriore ricostruita: la ripresa degli sport con cambi di direzione richiede in genere diversi mesi.
Sono indicazioni generali, non un programma: il percorso viene definito sul singolo caso.
Crociato rotto e non operato: cosa succede nel tempo
Non tutte le rotture del crociato anteriore vanno operate. In una persona che non pratica sport con cambi di direzione e ha un ginocchio che, dopo un buon lavoro di rinforzo muscolare, non cede, il trattamento conservativo può essere una scelta ragionata.
Quello che vale la pena sapere è cosa comporta un ginocchio instabile lasciato tale nel tempo. Ogni episodio di cedimento sottopone a stress le altre strutture dell’articolazione: i menischi, che possono lesionarsi, e la cartilagine, che si consuma più in fretta. Una lesione del menisco comparsa mesi dopo una rottura del crociato trascurata è un quadro che si presenta con una certa frequenza.
Per questo, quando l’indicazione chirurgica c’è – un ginocchio instabile in una persona attiva – rimandare non porta vantaggi. Il tempo, in questi casi, lavora contro il ginocchio.
Quando la visita non può aspettare
Una valutazione in tempi brevi è opportuna se, dopo il trauma:
- Hai sentito un rumore netto nel momento della distorsione
- il ginocchio si è gonfiato molto entro poche ore
- non riesci ad appoggiare il peso sulla gamba
- il ginocchio si blocca o non si estende completamente
- Hai una sensazione di cedimento o di instabilità
- dolore e gonfiore non migliorano dopo alcuni giorni di riposo.
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Non si decide dalla radiografia
Un’ultima cosa, che ripeto spesso ai miei pazienti. La radiografia è utile per vedere l’osso e per escludere una frattura o un distacco osseo, ma non mostra i legamenti. Un ginocchio con una radiografia perfetta può avere il crociato rotto.
La diagnosi parte dai sintomi che il paziente racconta e dall’esame clinico: con alcune manovre specifiche è possibile valutare la stabilità del ginocchio e capire quale legamento è coinvolto. La risonanza magnetica viene dopo, per confermare il sospetto e vedere se ci sono lesioni associate ai menischi o alla cartilagine.
Se il ginocchio è gonfio o instabile dopo un trauma, una visita chiarisce cosa è successo e quale strada ha senso seguire. Prima si capisce, più semplice è la scelta.
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Domande frequenti
Come capire se i legamenti del ginocchio sono rotti?
Con certezza, solo con la visita e, se serve, la risonanza. I segnali che orientano verso una rottura sono uno schiocco nel momento del trauma, un gonfiore che compare in poche ore e la sensazione che il ginocchio ceda. Riuscire a camminare non esclude una rottura.
La lesione del crociato anteriore guarisce da sola?
Una rottura completa no: il crociato anteriore è dentro l’articolazione e non cicatrizza spontaneamente. Una lesione parziale può avere un’evoluzione diversa, da valutare caso per caso in base alla stabilità del ginocchio e all’attività della persona.
Si può camminare con il crociato rotto?
Spesso sì, soprattutto dopo la fase acuta e su terreno piano. È proprio questo a trarre in inganno: la difficoltà si presenta nei cambi di direzione e nelle rotazioni, quando il ginocchio cede.
Che differenza c’è tra lesione e rottura del crociato?
«Lesione» è il termine generale e comprende lo stiramento, la lesione parziale e la rottura. «Rottura» indica l’interruzione completa delle fibre. La differenza conta perché cambia il trattamento: non tutte le lesioni richiedono un intervento.
Uno stiramento dei legamenti del ginocchio quanto dura?
In genere alcune settimane, se il ginocchio è stabile e viene gestito correttamente nei primi giorni. Se dopo qualche giorno dolore e gonfiore non migliorano, o compare instabilità, è opportuno farsi vedere.
Dott. Ferdinando Cendon – Specialista in Ortopedia e Traumatologia. Chirurgia del ginocchio, dell’anca e della spalla.

