Valutazione


Quando consultare uno specialista dell'anca

Il dolore all’anca è uno dei sintomi più comuni e invalidanti dopo i cinquant’anni, ma può manifestarsi anche in pazienti più giovani in seguito a traumi o patologie specifiche. Spesso viene sottovalutato o confuso con un semplice fastidio muscolare, ritardando una diagnosi corretta.

È opportuno rivolgersi a uno specialista quando si presentano segnali come:

  • dolore persistente all’inguine, alla coscia o al gluteo
  • rigidità articolare al mattino o dopo lunghi periodi di inattività
  • difficoltà a camminare, salire le scale o calzare le scarpe
  • zoppia o sensazione di blocco articolare
  • dolore che disturba il riposo notturno

Una valutazione specialistica permette di identificare la causa, distinguere tra problemi articolari e muscolo-tendinei, e definire il percorso più adatto. Non sempre l’intervento chirurgico è la prima risposta: in molti casi un approccio conservativo può rallentare l’evoluzione della patologia.

  Patologie


Patologie dell'anca trattate

L’anca può essere interessata da numerose condizioni, di natura degenerativa, traumatica o infiammatoria.


  Trattamenti


Trattamenti conservativi: non sempre serve operare

Prima di considerare l’intervento chirurgico, vengono valutati tutti gli approcci conservativi che possono migliorare la sintomatologia e preservare l’articolazione il più a lungo possibile:

  • fisioterapia mirata al rinforzo muscolare e al recupero della mobilità
  • terapie farmacologiche per il controllo del dolore e dell’infiammazione
  • infiltrazioni articolari con acido ialuronico o altre sostanze
  • modifiche allo stile di vita, gestione del peso e attività fisica adeguata

L’intervento chirurgico viene proposto solo quando questi approcci non garantiscono più una qualità di vita accettabile e il dolore limita le attività quotidiane.

  Interventi


Interventi chirurgici all'anca

Quando l'approccio conservativo non è più sufficiente, la chirurgia rappresenta una soluzione efficace e consolidata per restituire al paziente movimento e qualità di vita.


Protesi d'anca (artroprotesi)

Ortopedico in sala operatoria mostra una protesi d'anca

L’intervento di sostituzione protesica è oggi una delle soluzioni più efficaci per trattare il dolore e la limitazione funzionale causati dalla coxartrosi avanzata e dalle altre patologie degenerative dell’anca. Tecniche miniinvasive e materiali di ultima generazione permettono recuperi sempre più rapidi e risultati duraturi nel tempo.

Scopri di più sulla protesi d'anca

Percorso


Il percorso di cura


Ogni paziente segue un percorso personalizzato, costruito sulla sua specifica condizione clinica e sul suo stile di vita:

  1. Visita specialistica e diagnosi — anamnesi, esame clinico, valutazione di radiografie e risonanza magnetica.
  2. Piano terapeutico personalizzato — viene definito l’approccio più adatto, conservativo o chirurgico.
  3. Intervento chirurgico, se necessario — scelta della tecnica e dei materiali in base al singolo caso.
  4. Riabilitazione e follow-up — percorso di recupero seguito nel tempo con controlli periodici.

  Form di contatto


Il Dott. Ferdinando Cendon nel poliambulatorio

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    Domande frequentisulla chirurgia dell'anca

    Quando il dolore diventa persistente, limita le normali attività quotidiane o disturba il riposo notturno, è opportuno richiedere una valutazione. Una diagnosi precoce permette di scegliere i trattamenti più appropriati e, in molti casi, di posticipare o evitare l’intervento.

    In molti casi sì, soprattutto quando la patologia viene intercettata nelle fasi iniziali. Fisioterapia, infiltrazioni e modifiche dello stile di vita possono controllare i sintomi a lungo. Quando però l’articolazione è severamente compromessa, la protesi resta la soluzione più efficace.

    È utile portare radiografie recenti del bacino in carico e, se disponibili, una risonanza magnetica. In assenza di esami pregressi, sarà lo specialista a indicare gli accertamenti necessari dopo la valutazione clinica.

    La chirurgia protesica dell’anca è oggi una delle procedure ortopediche più consolidate, con tassi di successo elevati. Come ogni intervento comporta rischi, contenuti grazie alle moderne tecniche miniinvasive e a un percorso personalizzato.

    Già nelle prime ore dopo l’intervento si inizia la mobilizzazione assistita. La ripresa progressiva della deambulazione autonoma avviene nelle settimane successive, con tempi variabili in base all’età e alla condizione generale del paziente.

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