● Valutazione
Quando consultare uno specialista dell'anca
Il dolore all’anca è uno dei sintomi più comuni e invalidanti dopo i cinquant’anni, ma può manifestarsi anche in pazienti più giovani in seguito a traumi o patologie specifiche. Spesso viene sottovalutato o confuso con un semplice fastidio muscolare, ritardando una diagnosi corretta.
È opportuno rivolgersi a uno specialista quando si presentano segnali come:
- dolore persistente all’inguine, alla coscia o al gluteo
- rigidità articolare al mattino o dopo lunghi periodi di inattività
- difficoltà a camminare, salire le scale o calzare le scarpe
- zoppia o sensazione di blocco articolare
- dolore che disturba il riposo notturno
Una valutazione specialistica permette di identificare la causa, distinguere tra problemi articolari e muscolo-tendinei, e definire il percorso più adatto. Non sempre l’intervento chirurgico è la prima risposta: in molti casi un approccio conservativo può rallentare l’evoluzione della patologia.
● Patologie
Patologie dell'anca trattate
L’anca può essere interessata da numerose condizioni, di natura degenerativa, traumatica o infiammatoria.
Coxartrosi (artrosi dell'anca)
È la causa più comune di dolore all'anca nell'adulto. Si manifesta con il progressivo consumo della cartilagine articolare, generando dolore, rigidità e limitazione del movimento.

Necrosi della testa del femore
Condizione in cui una ridotta vascolarizzazione provoca la morte cellulare del tessuto osseo, compromettendo la funzionalità articolare. Può essere conseguenza di traumi, terapie cortisoniche prolungate o patologie sistemiche.

Esiti di traumi e fratture
Le fratture del collo del femore e le conseguenze di traumi pregressi possono richiedere un intervento chirurgico per ripristinare la funzione articolare.

Conflitto femoro-acetabolare e displasia
Alterazioni della morfologia articolare che, nel tempo, possono accelerare l'usura della cartilagine e portare a una coxartrosi precoce.

● Trattamenti
Trattamenti conservativi: non sempre serve operare
Prima di considerare l’intervento chirurgico, vengono valutati tutti gli approcci conservativi che possono migliorare la sintomatologia e preservare l’articolazione il più a lungo possibile:
- fisioterapia mirata al rinforzo muscolare e al recupero della mobilità
- terapie farmacologiche per il controllo del dolore e dell’infiammazione
- infiltrazioni articolari con acido ialuronico o altre sostanze
- modifiche allo stile di vita, gestione del peso e attività fisica adeguata
L’intervento chirurgico viene proposto solo quando questi approcci non garantiscono più una qualità di vita accettabile e il dolore limita le attività quotidiane.
● Interventi
Interventi chirurgici all'anca
Quando l'approccio conservativo non è più sufficiente, la chirurgia rappresenta una soluzione efficace e consolidata per restituire al paziente movimento e qualità di vita.
Protesi d'anca (artroprotesi)

L’intervento di sostituzione protesica è oggi una delle soluzioni più efficaci per trattare il dolore e la limitazione funzionale causati dalla coxartrosi avanzata e dalle altre patologie degenerative dell’anca. Tecniche miniinvasive e materiali di ultima generazione permettono recuperi sempre più rapidi e risultati duraturi nel tempo.
● Percorso
Il percorso di cura
Ogni paziente segue un percorso personalizzato, costruito sulla sua specifica condizione clinica e sul suo stile di vita:
- Visita specialistica e diagnosi — anamnesi, esame clinico, valutazione di radiografie e risonanza magnetica.
- Piano terapeutico personalizzato — viene definito l’approccio più adatto, conservativo o chirurgico.
- Intervento chirurgico, se necessario — scelta della tecnica e dei materiali in base al singolo caso.
- Riabilitazione e follow-up — percorso di recupero seguito nel tempo con controlli periodici.
● Form di contatto

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Domande frequentisulla chirurgia dell'anca
Quando il dolore diventa persistente, limita le normali attività quotidiane o disturba il riposo notturno, è opportuno richiedere una valutazione. Una diagnosi precoce permette di scegliere i trattamenti più appropriati e, in molti casi, di posticipare o evitare l’intervento.
In molti casi sì, soprattutto quando la patologia viene intercettata nelle fasi iniziali. Fisioterapia, infiltrazioni e modifiche dello stile di vita possono controllare i sintomi a lungo. Quando però l’articolazione è severamente compromessa, la protesi resta la soluzione più efficace.
È utile portare radiografie recenti del bacino in carico e, se disponibili, una risonanza magnetica. In assenza di esami pregressi, sarà lo specialista a indicare gli accertamenti necessari dopo la valutazione clinica.
La chirurgia protesica dell’anca è oggi una delle procedure ortopediche più consolidate, con tassi di successo elevati. Come ogni intervento comporta rischi, contenuti grazie alle moderne tecniche miniinvasive e a un percorso personalizzato.
Già nelle prime ore dopo l’intervento si inizia la mobilizzazione assistita. La ripresa progressiva della deambulazione autonoma avviene nelle settimane successive, con tempi variabili in base all’età e alla condizione generale del paziente.

